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Il mirtillo nero

mirtillo nero

Come per moltissimi altri frutti o estratti di piante, il Mirtillo nero (vaccinium myrtillus) mostra molte proprietà benefiche e terapeutiche: è ampiamente utilizzato per correggere i problemi di vista, micro-circolazione e come coadiuvante per la cura da prostatiti o infezioni delle vie urinarie, insieme ad altre molteplici azioni.

Purtroppo la scarsa educazione alimentare ci rende oltre che ignoranti anche scettici nei confronti di quei composti naturali che possono effettivamente migliorare la qualità della nostra vita e della nostra salute, molti di questi sono ampiamente utilizzati nella medicina naturale, con risultati notevoli.

E’ una pianta arbustiva della famiglia delle Ericaceae. Molto ramificata e alta fino a 60 cm, con fiori a petali saldati tra loro e rovesciati verso il basso. I frutti hanno un colore bluastro e sono definiti false bacche, perché generati da petali, sepali e stami, oltre che dall’ovario. Maturano nei mesi estivi e si possono trovare in boschi o zone di montagna. E’ diffusa in Eurasia, America del Nord e Nord Italia.

Spesso nota anche come Blueberry, Billberry, Whortleberry, Huckleberry, Myrtle Blueberry, Dwarfbilberry.

Si caratterizzano per la presenza di minerali, come fosforo, calcio e manganese, oltre che per l’abbondante concentrazione di antiossidanti come vitamina C ed A. Contengono anche sostanze antibatteriche naturali, ovvero gli antociani, che conferiscono al mirtillo nero il suo colore bluastro. Gli antociani vengono spesso sottovalutati, poichè rappresentano delle sostanze preziose per la nostra salute: proteggono e rinforzano i vasi capillari e le vene, favoriscono una corretta circolazione sanguigna riducendo l’insorgenza di malattie cardiovascolari, infarti ed ictus.

Il consumo di mirtillo, succo di mirtillo o estratto è consigliato proprio per alterazioni circolatorie (ulcere venose, pesantezza delle gambe, fragilità dei capillari, emorroidi, varici, flebiti) ma anche per problemi alla vista (affaticamento o cattiva messa a fuoco, miopia, cattiva visione notturna, degenerazione della retina), grazie alle proprietà benefiche della antocianine: il mirtillo nero viene infatti usato da molti anni in campo oftalmologico per il suo effetto benefico nei confronti dell’insorgenza delle retinopatie degenerative, confermato da studi sperimentali sulla capacità degli antocianosidi di aumentare la velocità di rigenerazione dei pigmenti retinici.

Inoltre, studi dimostrano che aiuta a mantenere la pelle elastica, combattere i segni dell’invecchiamento e che la sua azione è inibita se assunto con latte di origine animale.

E’ spesso utilizzato (insieme al mirtillo rosso) per risolvere fastidiosi problemi di prostatite (infiammazione della prostata) e infezioni delle vie urinarie.

Viene molto apprezzato dalle donne (oltre che per prevenire problemi di circolazione alle gambe) per risolvere casi di cistite, a quanto pare sarebbero sufficienti 200 milligrammi di estratto secco oppure 50 millilitri di succo concentrato ogni giorno per ridurre i rischi di cistite, grazie alla presenza di acido salicilico e polifenoli, che creano un ambiente sfavorevole al batterio Escherichia coli, responsabile della patologia, impedendo che aderisca alla parete della vescica.

I principi attivi (e relative azioni) sono:

  • Eterosidi flavonoidici (asperuloside, quercitrina, isoquercetina, quercetin-3-ramnoside). Questi hanno attività vitamino P simile con effetto capillarotropico ed angioprotettiva, attività antiedematosa e diuretica, attività spasmolitica, attività ottimizzante le funzioni cardiache.
  • Antocianosidi 3% (delfinidina, cianidina, malvidina, petunidina, peonidina, pelargonidina, peonidina, irsutidina). Questi hanno attività antiossidante, attività favorenti la visione crepuscolare, attività endotelioprotettiva e vitamino P simile con normalizzazione della permeabilità e della resistenza parietale dei microvasi, attività distensiva della muscolatura liscia vasale e delle arteriole coronariche, azione riducente l’aggregazione piastrinica, attività favorente la biosintesi del collagene e dei mucopolisaccaridi, attività favorente la secrezione di muco con effetto gastroprotettivo contro l’ulcera.
  • Tannini catechinici (5-12%). Sono astringenti, emostatiche, antinfettive, antinfiammatorie, antidiarroiche.
  • Acidi organici (1-1,7%); provitamina A, vit.C e vitamine del complesso B. Potenti antiossidanti.

E’ importante sottolineare la grande speculazione che vi è sulle proprietà di questo frutto: sono numerosi i casi in cui integratori o succhi in realtà non contengano nessun principio attivo (o ridottissima quantità di antocianine), inoltre, è indubbio il corretto assorbimento delle sostanze presenti, a causa di una formulazione errata, che non permette un efficiente veicolazione dei composti.

E’ consigliato l’uso di un estratto puro (o di succhi biologici senza aggiunta di zuccheri o altre sostanze) e di seguire le indicazioni che ne favoriscano l’assorbimento (assunzione a stomaco vuoto 10-15′ prima dei pasti principali, in dosi che vanno da 100 a 500 mg, per un massimo di 1000 mg al giorno, e diviso in 2-3 assunzioni).

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