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Perché non cresco, genetica?

genetica

La genetica, parolone magico con cui gran parte della gente giustifica i propri fallimenti, mentre altri ne fanno uso per esaltarsi miseramente evidenziando la loro temporanea fortuna.

Avere una buona genetica non vuol dire allenarsi meno, mangiare malamente, drogarsi o alcolizzarsi pretendendo di migliorare.

Se alla base manca disciplina, senso del sacrificio, senso della misura, costanza, pazienza, determinazione e coscienza di sè stessi allora resterete sempre mediocri (e non è detto che si debba eccellere, non siamo tutti talenti, però si può sempre migliorare).
In realtà, salvo patologie, chiunque può modellare il proprio corpo, poiché i principi cardine della fisiologia e biochimica umana sono uguali per tutti. Per me il resto sono numeri, scuse, numeri e ancora scuse.

Ci vuole tempo, a qualcuno più, a qualcuno meno, ma a conti fatti se si fanno le cose bene i progressi arrivano per tutti, e saranno direttamente proporzionati alla nostra dedizione.

A chi piace mostrare qualcosa che possiede ma che non lo rappresenta nelle sue azioni? Che non si è conquistato faticando?

Io preferisco di gran lunga costruire con le mie mani, sudando e patendo, per poi esibire con orgoglio il frutto del mio lavoro, apprezzandone persino le imperfezioni.

Aldilà di ciò che estetico (e quindi mutabile), sinonimo di materialismo e frivolezza, non è forse quel qualcosa di indissolubile che ci rimane dentro a renderci realmente fieri del risultato ottenuto?

Io credo di si.

E credo siano proprio le difficoltà incontrate ad essere motivo di orgoglio. Mentre chi disprezza e si pavoneggia per la sua buona sorte, resterà sempre piccolo. Piccolo e comune, piccolo e solo.
Terminata questa piccola premessa, vorrei elencare gli errori più comuni di chi non riesce a crescere, andando poi a insultare la propria genetica.

La maggior parte delle persone che non riescono a salire di peso (1) non mangiano abbastanza, (2) non riposano a sufficienza e (3) non si allenano come dovrebbero (proprio così, gli integratori non c’entrano, risparmiate i soldi per il cibo solido, e poi forse potete perfezionare con qualche prodotto).

Calcolare maniacalmente il proprio BMR, studiare gli allenamenti al goniometro o giocare con formulette e percentuali non servirà a nulla se non a stressarvi inutilmente, molto spesso ci si lascia incantare da tutti i dettagli di contorno dimenticando che:

  • Allenamento: danno tissutale
  • Riposo: riparazione tissutale (con crescita rispetto al precedente trauma)
  • Alimentazione: fornire l’energia necessaria per questi e altri processi minori

In sostanza, è la combinazione e modulazione di questi 3 fattori a determinare la consistenza dei nostri traguardi. Queste sono le fondamenta, tutto il resto è costruito sopra, se uno dei 3 pilastri si crepa l’intera struttura è compromessa.

Mi torna in mente un detto che dice “guardare l’albero e perdere di vista la foresta..”. Rifletteteci ogni volta che entrate inutilmente in paranoia.

Tornando a noi:

Molti credono di mangiar tanto mentre invece mangiano poco (o magari si illudono di farlo per il numero di pasti  abbondante ma energeticamente scarsi), semplicemente si deve mangiare più di quanto si consuma, ma detto così è troppo semplice: va fatto con criterio.

Dopo aver calcolato approssimativamente il vostro fabbisogno quotidiano (tenendo conto, possibilmente, dell’attività svolta, ovvero se leggera, moderata o pesante, a seconda della vostra occupazione) e dell’energia spesa per l’allenamento dovete aggiungere un piccolo surplus (percentuali che vanno dal 15 al 30%, personalmente meno è poco, oltre è troppo), considerate infine il fattore adattamento, dopo un tot di settimane il vostro metabolismo basale si alzerà e finirete con l’inglobare quella percentuale tornando a 0, ovvero, in normocalorica.

A quel punto potete salire ancora o scendere, a seconda del livello raggiunto. Chiaramente è soggettivo. Ricordate comunque che incrementi lenti e puliti sono sempre preferibili (lasciate perdere i creduloni che salgono di 10 kg in 2 mesi perché stanno principalmente ingrassando).

Altrettanto importante è il riposo, trascurarlo significa compromettere o rallentare la velocità dei tempi di recupero e/o causare cali di prestazione, e quindi compromettere i processi di crescita.

Infine l’allenamento, lo stimolo meccanico che permette di danneggiare le nostre fibre muscolari, cosa che molti dimenticano fossilizzandosi sui carichi, le ripetizioni o i secondi che separano le serie.

Quello che vi interessa è reclutare il maggior numero di fibre possibili, e questo potete farlo solamente se l’esecuzione è curata, date sempre priorità alla tecnica, e poi ai carichi, se la prima è impeccabile gli ultimi si alzeranno di conseguenza. Ciclizzate, sperimentate, variate, ottimizzate, inserite nuove tecniche e non dormite sulle panche.

Meditate dunque, se il vostro impegno è reale e soprattutto se accompagnato da giusti principi teorici.

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